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  • Your Ruins Are My FlagInstallation view at Fondazione Giuliani, 2017; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagFontana delle Mani, 2017; 7' video, wood, water; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagInstallation view at Fondazione Giuliani, 2017; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagInstallation view at Fondazione Giuliani, 2017; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagTake The World Into The World, 2017; Aleppo soap, Ytong block; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagHorizontal Aleppo, 2017; Aleppo soap, foam; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagInstallation view at Fondazione Giuliani, 2017; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagTake The World Into The World, 2017; Aleppo soap, Ytong blocks; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagTake The World Into The World, 2017; Aleppo soap, Ytong block; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagVertical Aleppo, 2017; Aleppo soap, bricks; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagGive More Sky To The Flags, 2016; corten steel, rubble; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagTake The World Into The World, 2017; Aleppo soap, Ytong blocks; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagHaiku Under Tension, 2017; trampoline, rubble; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagTake The World Into The World, 2017; Aleppo soap, Ytong blocks; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagDisrupted Air (Still life), 2017; plants, newspapers; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagDisrupted Air (Still life), 2017; plants, newspapers; photo Giorgio Benni.
  • Your Ruins Are My FlagThe World Belongs to Those Who Set It On Fire, 2016; candle smoke on paper; photo Giorgio Benni.

Your Ruins Are My Flag

ottobre > dicembre 2017

 

Fondazione Giuliani è lieta di presentare la mostra Your Ruins Are My Flag, dell’artista Mircea Cantor.

 

Dal 13 ottobre al 16 dicembre 2017

 

Nell’immaginario dell’artista suggestioni poetiche, tradizione e spiritualità convivono, generando opere evocative e metaforiche che guardano alla società contemporanea con sguardo critico e allo stesso tempo ottimista. Consapevole dei molteplici significati che parole ed oggetti possono contenere, Cantor combina in maniera giocosa materiali, media e linguaggi per produrre opere pungenti dove definizioni e categorie vengono continuamente sovvertite. Sospese tra una profonda ricerca formale ed estetica e la loro valenza critica, queste fondono simboli e gestualità semplici per veicolare messaggi universali e proporre letture parallele.

 

Con sguardo cinico e allo stesso tempo ludico, l’artista scava così nel profondo della storia contemporanea, rivelando le sue insite contraddizioni. Il suo linguaggio manipola i diversi piani di significato per mettere in discussione confini, ruoli e canoni, proiettando lo spettatore in una dimensione dove l’ovvio non è mai scontato, bensì ha il potere di cambiare la nostra percezione della realtà.

 

In occasione di Your Ruins Are My Flag verrà presentato per la prima volta in Italia un ampio corpus di opere di nuova produzione. Come suggerisce il titolo, la mostra si incentra sulla riflessione intorno al concetto di perdita, nelle sue molteplici accezioni. Dal patrimonio alle tradizioni, dalla fragilità degli equilibri politici e sociali alla perdita intesa come negazione di libertà, innocenza e sicurezza.

 

I materiali che plasmano le opere intrecciano con queste un vitale e ambivalente rapporto, sia perché alcuni di loro sono utilizzati dall’artista per la prima volta (come il sapone e la telecamera termica), sia perché aggiungono ulteriori elementi al loro significato, completandolo. In questo modo il sapone, lontano dall’essere solo la mera materia che da forma all’opera, rievoca l’atto del lavare via e sbiadire il passato, la storia e la loro eredità. L’operazione si arricchisce di ulteriori suggestioni quando scopriamo che il sapone usato è quello dell’antica tradizione di Aleppo, città protagonista delle pagine più tristi del momento. I labili tempi moderni saranno così lo sfondo di una mostra che metterà in discussione ideologie, conflitti e nuove minacce che muovono le redini della storia contemporanea, proiettandoli in una dimensione sublime e poetica.

 

Mircea Cantor è nato nel 1977 a Oradea (Romania); come ama affermare “vive e lavora nel mondo”. Tra le sue ultime personali internazionali si annoverano: La partie invisible de l’infini, Galerie de l’atelier Brancusi (Centre Georges Pompidou), Parigi, 2017; SOLO SHOW – Part I e Part II, Fondation Francès, Senlis, Francia, 2016; 5775, Dvir Gallery, Tel Aviv; Mircea Cantor: Collected Works, Rennie Collection at Wing Sang, Vancouver, 2014; Mircea Cantor: QED, National Museum of Contemporary Art, Bucharest, 2013; Mircea Cantor, Prix Marcel Duchamp 2011, Centre Pompidou, Parigi,2012; Sic Transit Gloria Mundi, MACRO, Roma, 2012.

 

Con il sostegno di Magazzino, Roma;
Un ringraziamento particolare a Faurar Art, Baia Mare, Romania e Laurealep.