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Jamie Shovlin, Hiker-Meat (Rough Cut)

Hiker Meat (Rough Cut)

mercoledì 2 febbraio 2011 alle 20.00

Una performance di Jamie Shovlin e Lustfaust
Teatro Eliseo
via Nazionale 183, Roma

La performance, Hiker Meat (Rough Cut), è coordinata da Ilaria Gianni

Organizzazione di Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea

In collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali

L’artista britannico Jamie Shovlin è interessato al rapporto tra verità e finzione, realtà e costruzione, storia e memoria. Il nuovo progetto dell’artista, Hiker Meat, è un omaggio al cinema d’exploitation degli anni ’70 e ricostruisce la storia di un film mai realizzato, attraverso i materiali e gli studi che lo hanno costituito. Nella mostra al MACRO, a cura di Elena Forin e prorogata fino al 13 marzo, lo spettatore viene trasportato nel mondo del film Hiker Meat presentato da Shovlin insieme all’archivio delle fasi progettuali e degli oggetti di scena, dei costumi, dei dialoghi e dei trailer che ne hanno accompagnato l’uscita, trasformando così un evento immaginato in uno possibile e forse reale.

Il film ricompare dunque oggi da un passato dimenticato per prendere nuova vita nelle sale del MACRO e in maniera più attiva nel corso di un evento live all’interno del Foyer del Teatro Eliseo. Mercoledì 2 Febbraio, l’artista insieme alla band tedesca Lustfaust suonerà la colonna sonora del film, nella tradizione dello spartito per piano del cinema muto, ma con campionature e un set-up da rock band. Il gruppo ‘suonerà’ anche la proiezione stessa, campionando il materiale di partenza per la creazione del film Hiker Meat senza proiettare la pellicola vera e propria. Hiker Meat (Rough Cut) rivelerà il processo e lo sviluppo del film immergendo lo spettatore nell’universo grottesco e immaginario di questo horror.

Hiker Meat e il suo regista Jesus Rinzoli non sono mai realmente esistiti, come nemmeno la band tedesca Lustfaust, che ne ha realizzato la colonna sonora e che è stata oggetto della precedente serie di lavori dell’artista. Il progetto di Shovlin offre infatti anche uno spunto di riflessione sul viscerale legame tra immagine e suono, enfatizzato nel cinema d’exploitation dalla costante presenza di archetipi e miti, e celebrato anche dall’intensa relazione tra regista e musicista, come nel caso di Dario Argento e Goblin o di Lucio Fulci e Fabio Frizzi.