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  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018 Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
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  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018 Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018 Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018 Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.
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  • Fredrik Værslev, TAN LINES, installation view presso Fondazione Giuliani, 2018Courtesy: l'artista; Andrew Kreps Gallery, New York; Gió Marconi, Milano e STANDARD (OSLO), Oslo; Foto: Roberto Apa.

Tan Lines

OTTOBRE > DICEMBRE 2018

 

Fondazione Giuliani è lieta di presentare Tan Lines, la mostra personale dell’artista norvegese Fredrik Værslev. Il lavoro di Fredrik Værslev è una riflessione sulla pittura intesa come risultato di un processo creativo dominato dalla tensione tra attenta programmazione e casualità. Interessato a ribaltare definizioni, convinzioni e limiti del medium pittorico, la genesi delle sue tele in larga scala è il risultato di un perpetuo incontro/scontro tra controllo e caso. Dopo aver progettato e realizzato un’opera con rigore scientifico, spesso la altera con l’intervento di circostanze fortuite (esponendola agli agenti atmosferici, lasciandola nella natura o in luoghi pubblici della città) o chiede agli amici di modificarla liberamente e completarla, portando agli estremi l’idea di appropriazione. Grazie a questi processi la realtà si deposita fisicamente sulla superficie della tela, entrando a far parte di una composizione astratta dove campiture di colore e pattern dialogano con un linguaggio fatto di numeri e simboli. Nei suoi quadri astrazione e figurazione convivono, materiali tradizionali si alternano a quelli industriali, pittura e graphic design si fondono, così come i gesti pianificati dell’artista e quelli accidentali del fato.

 

In Tan Lines sono esposte per la prima volta due nuove serie di lavori: i monumentali Sail Paintings e i Garden Paintings. Nella serie Sail Paintings, su uno sfondo monocrome, l’artista combina frammenti di tele di varia lavorazione provenienti da quadri sia datati che recenti, creando una composizione che ricorda le vele di una barca. Le opere si presentano come un ibrido complesso dove le tele ritagliate, combinate e minuziosamente ricucite si fondono con simboli dipinti che rievocano sia l’ambiente marittimo che numerologie, gesti e tracce appartenenti alla sfera privata dell’artista (come ad esempio il numero ‘79’, il suo anno di nascita). Cercando di eludere qualsiasi classificazione dei suoi lavori, Værslev li sottopone ad un processo di continua distruzione e ricostruzione per creare una frammentazione sia visiva che di contenuto, lasciando spazio a nuove connessioni.

 

I ‘Garden Paintings’ oscillano invece tra il quadro e l’installazione e si presentano come lastre di legno che ricordano le panchine dei giardini ma installate a muro all’altezza dello sguardo. Oltre a rispecchiare il grande interesse dell’artista per l’architettura urbana e suburbana, queste opere sono il risultato di un lento processo di verniciatura a dieci strati con una copertura appositamente studiata per le barche. Questo elemento stabilisce un dialogo intrigante tra le serie Sail e Garden, concepite per coesistere come un paesaggio metaforico e allo stesso tempo reale nel quale immergersi liberamente.

 

Tan Lines alla Fondazione Giuliani è il terzo appuntamento di una mostra itinerante concepita in collaborazione con Kunst Halle Sankt Gallen in Svizzera (novembre 2017 – gennaio 2018) e Bonner Kunstverein in Germania (febbraio – aprile 2018).

 

In occasione di Videocittà (dal 23 al 27 ottobre), la rassegna culturale dedicata al cinema e all’audiovisivo con diversi eventi a Roma, verrà proiettato in Fondazione Giuliani il cortometraggio di Gordon Matta-Clark, Splitting (1974), selezionato appositamente da Fredrik Værslev.

 

Fredrik Værslev è nato nel 1979 in Norvegia, vive e lavora tra Dramman e Vestfossen. Tra le sue mostre personali più recenti si annoverano: Fredrik Værslev as I Imagine Him, Astrup Fearnley Museet, Oslo, Norvegia (2018); Tan Lines, Bonner Kunstverein, Bonn, Germania (2018); Tan Lines, Kunst Halle Sankt Gallen, Svizzera (2017); La Constance du jardinier, Kunsthal Aarhus, Aarhus, Danimarca (2016); All Around Amateur, Le Consortium, Dijon, Francia (2016); All Around Amateur, Le Bergen Kunsthall, Bergen, Norvegia (2016); Inner beauty, Museo Marino Marini, Firenze (2015); Querelle of Brest, CAC – Passerelle, Brest, Francia (2015); La Constance du jardinier, CNEAI, Chatou, Francia (2015).

Con il supporto di OCA – Office for Contemporary Art Norway