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  • Roberto FassoneShhh (1916 modi per costruire una piramide invisibile), 2018
  • Roberto FassoneShhh (1916 modi per costruire una piramide invisibile), 2018
  • Roman OndakMore Silent Than Ever, 2006
  • Evelyn Taocheng WangIdle Chatter, Gossipy Rome, installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2018, photo Roberto Apa
  • Evelyn Taocheng WangIdle Chatter, Gossipy Rome, 2018
  • Evelyn Taocheng WangIdle Chatter, Gossipy Rome, 2018
  • Evelyn Taocheng WangIdle Chatter, Gossipy Rome, 2018
  • Ulises CarriónChewing Gum, 1983
  • Psst... A Play on Gossipinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2018, photo Roberto Apa
  • Ulises CarriónHamlet, for Two Voices, 1977 (activated by Adelaide Cioni and Fabio Giorgi Alberti)
  • Ulises CarriónHamlet, for Two Voices, 1977 (activated by Adelaide Cioni and Fabio Giorgi Alberti)
  • Marco Palmieri and Catherine ParsonageBar, 2018
  • Louwrien WijersMental Sculpture; installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2018, photo Roberto Apa
  • Louwrien WijersMental Sculpture
  • Louwrien WijersMental Sculpture
  • Louwrien WijersMental Sculpture; installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2018, photo Roberto Apa
  • Wu TsangGirl Talk, 2015, video; installation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2018, photo Roberto Apa
  • Martina-Sofie WildbergerConversation piece: Alice and Bob by Martina-Sofie Wildberger with Martin Chramosta, 2017
  • Martina-Sofie WildbergerConversation piece: Alice and Bob by Martina-Sofie Wildberger with Martin Chramosta, 2017
  • Martina-Sofie WildbergerConversation piece: Alice and Bob by Martina-Sofie Wildberger with Martin Chramosta, 2017
  • Martina-Sofie WildbergerConversation piece: Alice and Bob by Martina-Sofie Wildberger with Martin Chramosta, 2017
  • Martina-Sofie WildbergerConversation piece: Alice and Bob by Martina-Sofie Wildberger with Martin Chramosta, 2017
  • Jahān Xājavi, Catherine Parsonage and Marco Palmieri________ is a tender feeling, 2018
  • Jahān Xājavi, Catherine Parsonage and Marco Palmieri________ is a tender feeling, 2018
  • Jahān Xājavi, Catherine Parsonage and Marco Palmieri________ is a tender feeling, 2018
  • Jahān Xājavi, Catherine Parsonage and Marco Palmieri________ is a tender feeling, 2018
  • Jahān Xājavi, Catherine Parsonage and Marco Palmieri________ is a tender feeling, 2018

PSST…A PLAY ON GOSSIP

APRILE 2018

 

Psst… A Play On Gossip
due serate di performance, gesti e atti dal vivo

 

Mercoledì 4 Aprile
& venerdì 20 Aprile 2018
18:00-21:30

 

a cura di Adrienne Drake, Ilaria Gianni, Arnisa Zeqo

 

con Ulises Carrión (attivato da Adelaide Cioni e Fabio Giorgi Alberti), Roberto Fassone, Roman Ondak, Marco Palmieri, Catherine Parsonage, Wu Tsang, Evelyn Taocheng Wang, Louwrien Wijers, Martina-Sofie Wildberger, Jahān Xājavi, Arnisa Zeqo.

 

Psst… A Play on Gossip sussurra in lontananza, desidera catturare la vostra attenzione, coinvolgervi nelle due serate di atti dal vivo, gesti, poesia, giochi di parole e proiezioni che si terranno presso la Fondazione Giuliani. Agendo all’interno dei limiti e delle lacune insite nella dimensione del linguaggio, gli artisti sondano le potenzialità della parola per costruire un diverso immaginario visivo, nel tentativo di sviluppare una posizione critica.

 

Psst… A Play on Gossip vuole far emergere il potere latente della parola, in quanto significante alternativo capare di inserirsi in una sceneggiatura attraverso un giogo di informazioni pronunciate, urlate, declamate e sussurrate.

 

Lingua madre in continua evoluzione, alterazioni di senso riconosciute e ormai normalizzate, segnali discordanti raffigurano il linguaggio come un corpo mutevole. L’uso di un termine specifico, ancor prima della qualità di una voce, di una particolare espressione, di un’intonazione o di un registro linguistico, cosa innesca nella nostra mente? Come può il chiacchiericcio diventare uno strumento performativo di produzione narrativa e artistica? Come può l’aneddoto essere interpretato sia come una forma sperimentale di discorso critico sia come una forma radicale di conoscenza?

 

La Fondazione Giuliani diventa un palcoscenico, sul quale il canovaccio dell’opera performativa tenta di alterare la percezione dello spazio espositivo diramandosi all’interno delle impressioni del visitatore. Quindi, psst… vi invitiamo a sedervi con noi, sul palco o in platea, ad unirvi all’esercizio performativo, ad essere testimoni dei discorsi, delle parole che circoleranno, delle combinazioni di suoni, liberando quella fluidità di linguaggio di A Play on Gossip vuole essere portatrice.

 

Mercoledì 4 Aprile 2018
18:00-21:30
Con le performance e gli interventi di Ulises Carrión, Roberto Fassone, Roman Ondak, Marco Palmieri, Catherine Parsonage, and Evelyn Taocheng Wang.


Venerdì 20 Aprile 2018
18:00-21:30
Con le performance e gli interventi di Roman Ondak, Marco Palmieri, Catherine Parsonage, Wu Tsang, Louwrien Wijers, Martina-Sofie Wildberger e Jahān Xājavi.

 

Si ringrazia KNIR | Reale Istituto Neerlandese di Roma

  • MATERIA, PER ORAInstallation view presso la Fondazione Giuliani, 2018; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORAEtwas Abwesendes, dessen Anwesenheit erwartet wurde, 2015; marmo; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORASUPPORT (Atleta), 2018; marmo di Carrara; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORAInstallation view presso la Fondazione Giuliani, 2018; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORARadio (Alicja R-603), 2014; plastica 367.5 g, ferro 325.7 g, ottone 29.4 g, resina fenolica 28.5 g, rame 26.5 g, alluminio 20.9 g, zinco 14.5 g, silicone 12.4 g, stagno 10.8 g, magnete 9.5 g, ceramica 0.6 g, vetro 0.2 g, 17 barattoli, vetrine; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORAInstallation view presso la Fondazione Giuliani, 2018; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORAInstallation view presso la Fondazione Giuliani, 2018; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORA_1518 leere Liter bis zum Anfang_, 2008/2018; 1337,28 kg di bottiglie vuote d’acqua Selters con tappo, polverizzate; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORAAndere Bedingung (Aggregatzustand), 2009; legno, specchio, metallo, ottone, asta d’acciaio; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORACandle Column (Alicja/Gregor), 2017; bronzo, pittura; foto di Giorgio Benni.
  • MATERIA, PER ORATotum pro parte (Ein Hocker ist ein Bild), 2017; sgabelli usati, specchio, vetro; foto di Giorgio Benni.

MATERIA, PER ORA

Alicja Kwade

 

dal 10 maggio al 20 luglio 2018

 

“Sto cercando di capire cos’è per me la realtà e cosa sia per tutti noi”.

 

La Fondazione Giuliani è lieta di presentare la prima mostra personale di Alicja Kwade a Roma. La ricerca di Alicja Kwade parte dallo studio attento della realtà e delle sue architetture interne per approdare in universi mentali paralleli dalle molteplici possibilità di lettura. Affascinata dai confini incerti tra visibile ed invisibile, esplora ciò che è reale e ciò che non lo è stimolando l’occhio dello spettatore in un gioco dove spazio, tempo, scienza e filosofia creano un labirinto di percezioni. Nelle sue installazioni, così come nei video e nelle fotografie, manipola e trasforma oggetti di uso quotidiano per conferire loro forme e valenze di significato diverse, rivelando così i molteplici e talvolta nascosti sostrati del visibile. Perché, come ci spiega l’artista stessa, la materia esiste in uno spazio di undici dimensioni, sette delle quali a noi inaccessibili ed ignote ma che coesistono parallele a quelle che conosciamo. Forme e materiali che abitano il nostro universo di esperienze subiscono metamorfosi e distorsioni per dimostrare come tutto possa assumere una forma altra ed essere soggetto a cambiamenti di natura fisica, di struttura e di sostanza. Ogni lavoro della Kwade cela una minuziosa ricerca scientifica che si declina in un linguaggio costruito con forme sintetiche ed essenziali, dove il segno ci invita a pensare e reinterpretare in continuazione ciò che l’occhio ed il nostro inconscio osservano. Oltre ad esplorare la nostra percezione del reale, del tempo e dello spazio, le sue opere gettano uno sguardo sulla nostra società e le sue regole di funzionamento e sugli schemi naturali ed artificiali che condizionano il nostro modo di pensare.

 

MATERIA, PER ORA vuole essere un momento di studio ancora più approfondito sulla materia, il materiale e la materialità. Kwade indaga il concetto filosofico di decostruzione/costruzione concentrandosi sul processo di trasformazione della materia a contatto con le diverse dimensioni presenti in natura. Convinta che quest’ultima altro non è che una serie infinita di combinazioni di se stessa nello spazio e nel tempo, le sue opere giocano con la ripetizione, la scomposizione, la variazione di scala e la distruzione/ricostruzione connotandosi come meditazioni scultoree sulla natura dell’oggetto. La smaterializzazione genera una de-significazione, un momento dove nuove rielaborazioni e letture possono avere luogo, una possibilità di rappresentare lo spazio e il tempo che non riusciamo a percepire.

 

Alicja Kwade è nata nel 1979 a Katowice (Polonia), vive e lavora a Berlino. Tra le sue recenti mostre personali si annoverano: AMBO, Kunsthalle zu Kiel, Germania (2018); LinienLand, Haus Konstruktiv, Zurigo (2018); ReReason, YUZ Museum, Shanghai (2017-2018); Phase, König Galerie, Berlino (2017); In Aporie, kamel mennour, Parigi (2016); Medium Median, Whitechapel Gallery, Londra (2016); Alicja Kwade, De Appel Arts Centre, Amsterdam (2016); Against the Run, Public Art Fund, New York (2015-2016). Nel 2015 ha vinto il premio Hector-Prize della Kunsthalle Mannheim in Germania e nel 2017 la sua opera WeltenLinie (One in a Time) è stata esposta al Padiglione del Tempo e dell’Infinito della 57° Biennale di Venezia.

 

 

Un ringraziamento speciale all’Istituto Polacco di Roma.