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Consequences

 

Jay Heikes — Consequences
Language: EN / IT
Dimension: 190 x 260 mm
Colour
Pages: 80
Softcover
Editor: Jay Heikes
Authors: Adrienne Drake, Jay Heikes and Conny Purtill
Editorial Coordination: Costanza Paissan
Design: Walter Santomauro
Edition of 499 copies
Year: 2016

ISBN 978-88-99776-02-2
PRICE: 18€

 

The book Consequences is published in conjunction with the exhibition by Jay Heikes with contributions from Felix Culpa, Jessica Jackson Hutchins, Ari Marcopoulos, Josiah McElheny, Todd Norsten, Conny Purtill, Justin Schlepp, Gedi Sibony, Michael Stickrod, The Unknown Artist, and the ghost of Lee Lozano, held at Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea, Rome, on 10 October – 12 December 2015.

The book includes a correspondence between Jay Heikes and Adrienne Drake about the collaborative process at the basis of the project, a series of “headnotes” by the artist on most of the exhibited works, a text by Conny Purtill and a visual mindmap by Sarah Lehrer-Graiwer. The texts are accompanied by a large selection of installation views and images of the works, allowing the reader to delve into the visual, spatial and conceptual framework of the whole project.

James Lee Byars

THE GOLDEN TOWER

CAMPO SAN VIO, VENEZIA

13 MAGGIO – 26 NOVEMBRE 2017

 

La Fondazione Giuliani, Roma, con il supporto di Michael Werner Gallery, è lieta di annunciare “The Golden Tower”, un progetto di James Lee Byars in Campo San Vio direttamente affacciato sul Canal Grande. Il progetto è un Evento Collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a cura di Christine Macel (13 May –  26 Novembre 2017)

 

“La torre racchiude il simbolo ascensionale, l’andare metaforicamente verso la montagna cosmica, una macchina per gli dei placcata d’oro” dichiara il curatore Alberto Salvadori a proposito del lavoro: ” Il suo splendore richiama la simbologia del sole e assume un connotato di illuminazione interiore, della conoscenza intellettuale, dell’esperienza spirituale. Ecco il perché dell’uso dell’oro di James Lee Byars.

 

Situata a Dorsoduro, tra l’Accademia e la collezione Peggy Guggenheim, la “The Golden Tower” sarà visibile da varie parti della città. La brillante superficie dorata della torre si ricollega ai mosaici dell’adiacente Palazzo Barbarigo. La collocazione all’interno del Campo San Vio richiama anche una celebre veduta di Canaletto, dipinta proprio da quel luogo.

 

“James Lee ha concepito la ‘The Golden Tower’ come un monumento all’umanità”, dichiara Wendy Dunaway, la vedova dell’artista. “Venezia rappresentava insieme la sua vera casa e la metafora stessa dell’incontro fra Oriente e Occidente. Non potrei immaginare un tributo più appropriato in questi tempi”.

 

La presentazione della “The Golden Tower” a Venezia è anche particolarmente significativa per la profonda connessione tra Byars e la città. L’artista ha vissuto per lunghi periodi a Venezia a partire dal 1982. Nel 1989 lavorò a fianco dei maestri vetrai di Murano in occasione della realizzazione di una delle sue principali opere, “The Angel”.

 

Nel corso della sua carriere Byars ha realizzato numerose performances a Venezia: “The Holy Ghost”, Piazza San Marco, 1975; “The New Pink Flag of Italy”, ancora in Piazza San Marco, 1980; e infine “The Death of James Lee Byars”, Punta della Dogana, 1993.

 

Byars ha gia’ partecipato a quattro precedenti edizioni della Biennale Arte, con la performance “Be Quiet”, in occasione dell’inaugurazione della 39. Esposizione Internazionale d’Arte e “The Poet of the Gondola” per la Biennale Arte 1986. Harald Szeemann incluse la scultura “The Spinning Oracle of Delphi” alla Biennale Arte 1999 e tre sculture di marmo dorate sono state incluse nell’edizione del 2013.

 

Segui “The Golden Tower” sui social media @ #JamesLeeByars #GoldenTower #BiennaleArte2017 #VivaArteViva

 

Per maggiori informazioni su James Lee Byars e “The Golden Tower” a Venezia, si prega di contattare press@michaelwerner.com, visitare il sito www.michaelwerner.com e: Rachel Rees, SUTTON, +1 212 202 3402, Rachel.rees@suttonpr.com

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  • N. DashUntitled, 2017 adobe, string, styrofoam, jute, wood and aluminum support, photo Jean Vong, Courtesy the artist, Casey Kaplan, New York and Mehdi Chouakri, Berlin

Prossimo evento in Fondazione

 

Inaugurazione della mostra di N. Dash

sabato 6 maggio
dalle 12:00 alle 17:00

 

Fondazione Giuliani è lieta di presentare la prima mostra personale ed istituzionale in Europa dell’artista N. Dash.

 

dal 9 maggio al 14 luglio 2017

 

  • N. DashUntitled, 2017 adobe, string, styrofoam, jute, wood and aluminum support, photo Jean Vong, Courtesy the artist, Casey Kaplan, New York and Mehdi Chouakri, Berlin

N. Dash

9 maggio > 14 luglio 2017

 

Fondazione Giuliani è lieta di presentare la prima mostra personale ed istituzionale in Europa dell’artista N. Dash

 

“La lingua araba è meravigliosa per Wanderwort*…

 

Una mattina in classe, rifletté sulla parola per “mud brick”. Nel geroglifico antico era djebet diventando poi tobe in copto, in seguito gli arabi aggiunsero l’articolo determinativo trasformandolo in al-tuba, mentre in Spagna arrivò come adobar, e più tardi, nel sud-ovest americano, dove questa cosa pesante viaggiò per 4 millenni e 7000 miglia, finalmente divenne adobe.

 

Da una lettera di Peter Hessler dal Cairo al The New Yorker, 17 aprile 2017

 

*Wanderwort
Etimologia – discende dal tedesco, da Wander (vagare) + Wort (parola)
Nome – prestito linguistico diffuso in molte lingue differenti