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  • Giorgio GriffaPaper, 1968

PROSSIMAMENTE IN FONDAZIONE

 

La Fondazione Giuliani è lieta di presentare la mostra Giorgio Griffa: Works on Paper a cura di Andrea Bellini.

 

Inaugurazione giovedì 4 febbraio 2016

dalle 18:00 alle 21:00

 

dal 5 febbraio al 9 aprile 2016

  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2014, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 1968 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 1969 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 1969 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 1968 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 1968 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaPaper, 2015 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaCanone aureo 586, 2014 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)
  • Giorgio Griffa: Works on Paperinstallation view at Fondazione Giuliani, Rome, 2016, photo Giorgio Benni
  • Giorgio GriffaNumerazione, 1996 (Courtesy the artist and Casey Kaplan Gallery, New York)

Giorgio Griffa: Works on Paper

 

Giorgio Griffa: Works on Paper

a cura di Andrea Bellini

 

dal 5 febbraio al 9 aprile 2016

 

La coazione a ripetere può essere una mancanza di speranza ma mi sembra ora che continuare a rifare la stessa cosa perché risulti diversa è più che un esercizio, è l’unica libertà di trovare

Aldo Rossi, Autobiografia scientifica

 

Il 4 febbraio 2016, presso la Fondazione Giuliani di Roma, inaugura la prima mostra di Giorgio Griffa dedicata esclusivamente alle opere su carta, a cura di Andrea Bellini. Il curatore intende mettere in evidenza l’importanza di questo aspetto dell’opera dell’artista torinese, presentando circa cinquantacinque lavori, il cui arco cronologico spazia dalla fine degli anni sessanta fino al 2015. A partire dal 1967, fino alle sue opere più recenti, tutta la ricerca di Griffa – una delle personalità più importanti della pittura astratta e della neoavanguardia italiana – si fonda su tre coordinate fondamentali: il ritmo, la sequenza e il segno.  Una modalità che l’artista pratica con coerenza anche attraverso il disegno. Come sostiene l’artista stesso nell’intervista con Hans Ulrich Obrist (pubblicata nel catalogo della mostra, Mousse Publishing), il disegno non rappresenta il “progetto per il quadro”, anche se in molti casi fornisce delle idee per la pittura, ma costituisce un aspetto autonomo del lavoro, una sorta di attività parallela a quella della pittura. I suoi delicati disegni e acquarelli, sempre di diverso formato, conservano insomma la forza delle sue grandi opere su tela. Come quelle rappresentano la verifica costante del linguaggio e delle sue possibilità narrative e liriche, ne ampliano il repertorio senza voler essere esercizi definitivi o chiusi.

 

Ciò che vi è di Universale nelle opere su carta, come nelle sue pitture, è proprio questa idea della “memoria” del segno, questa volontà di voler individuare e praticare un gesto semplice che l’uomo ripete e conosce da decine di migliaia di anni, a partire dal Paleolitico. La carta cessa di essere il ricettacolo di un’immagine compiuta, un luogo definitivo, e diventa frammento fisico di uno spazio discontinuo ed in espansione.  Il metodo di lavoro è semplice ma anche rigoroso: l’artista sceglie ogni volta le componenti elementari del suo intervento, cioè il protocollo di realizzazione del lavoro. Data la misura della carta ed il tipo di mezzo (matita, china, acquarello) si tratta di scegliere la lunghezza dei segni, e quindi il loro ritmo e la loro direzione.  Il momento successivo è rappresentato dalla decisione relativa al “luogo” di inizio dell’opera. Molto spesso l’artista comincia a tracciare i segni partendo in alto a sinistra, come avviene quando si scrive, ma il lavoro può cominciare indifferentemente anche da destra verso sinistra, oppure anche dal basso verso l’alto. Il disegno quindi non invade la superficie secondo un progetto globale ma è destinato a riempire lo spazio poco a poco seguendo la direzione, il ritmo, la frequenza scelta. La stesura dei tratti avviene in uno stato che l’artista stesso definisce di “concentrazione passiva”: la mano e la mente eseguono il protocollo scelto in uno stato raccoglimento meditativo, quasi come in un esercizio zen. In mostra si può seguire tutto lo sviluppo del lavoro di Griffa, dalla fase più minimale della fine degli anni sessanta e del decennio settanta, fino al tratto più decorativo e libero degli anni Ottanta, mentre nel corso degli ultimi venti anni compaiono nelle opere anche i numeri (dedicati al canone aureo) e segni più complessi.

 

La mostra nasce in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain, Ginevra, Bergen Kunsthall, Bergen, e il Museu de Arte Contemporânea de Serralves, Porto. Per l’occasione sono stati pubblicati due cataloghi con Mousse Publishing, Giorgio Griffa: 1965 – 2015 e in vista della mostra alla Fondazione Giuliani, Giorgio Griffa: Works on Paper.

 

  • Pedro Cabrita ReisLa casa di Roma, 2015
  • Pedro Cabrita ReisLa casa di Roma, 2015
  • Pedro Cabrita ReisLa casa di Roma, 2015

Pedro Cabrita Reis – La Casa di Roma

 

Con La casa di Roma, opera concepita per il progetto “L’albero della Cuccagna” curato da Achille Bonito Oliva, Pedro Cabrita Reis costruisce nella Piazza del MAXXI una struttura che segue i principi costruttivi di una architettura primordiale. Un grande volume rettangolare realizzato in mattoni forati che denunciano, nella mancata rifinitura, il loro appartenere ad un universo di necessità che caratterizza le molte rovine contemporanee che costellano le nostre periferie.

 

Posta a toccare il primo livello del museo come ideale pilastro della sua struttura, l’opera porta in sé la duplice funzione che spesso accompagna le costruzioni spontanee: da una parte offre protezione, dall’altra si pone come possibilità di fondazione di altri volumi.

 

Come suggerisce l’artista, La casa di Roma ci dice di un ordine in cui è il piccolo e il debole a sostenere il grande e la sua temporaneità fa da base all’istituzione museale mettendone metaforicamente in discussione la solidità.

 

Progetto promosso dalla Fondazione Giuliani.

THE REGISTRY OF PROMISE

 

Edizioni Roma Publications

2015

Inglese/Francese

30,00€

 

Tenutasi durante il corso di un anno la mostra The Registry of Promise si compone a sua volta di quattro esposizioni reciprocamente relazionate, che vengono qui rappresentate come capitoli di un libro. In questi capitoli Christ Sharp riflette sulla nostra sempre più incerta relazione con ciò che il futuro potrebbe o no riservarci. Il lavoro esplora le varie letture e la mutevolezza della promessa insieme all’inevitabilità di ciò che potrà verificarsi sia di positivo che di negativo. Questa polivalenza si rivela particolarmente attuale, in quanto si è passato dalla promessa antropocentrica di modernità alla fede negativa nei confronti del post-umano. Il catalogo è ampiamente illustrato con immagini delle opere e dell’istallazione generale della mostra, ed è insieme un archivio degli articoli di Chris Sharp precedentemente pubblicati.

 

Con: Becky Beasley, Patrick Bernatchez, Juliette Blightman, Peter Buggenhout, Nina Canell, Michael Dean, Alexander Gutke, Jochen Lempert, Jean-Luc Moulène, Marlie Mul, Matt Mullican, Rosalind Nashashibi, Antoine Nessi, Jean-Marie Perdrix, Reto Pulfer, Mandla Reuter, Hans Schabus, Lucy Skaer, Michael E. Smith, Carlo Gabriele Tribbioli, Francisco Tropa, Andy Warhol and Anicka Yi.